La fondazione della Pinacoteca, nel 1802, rientra nel programma
di riforme culturali elaborato dal governo napoleonico. Sistemata in un palazzo
seicentesco, sede anche dell'Accademia di Belle Arti, la raccolta, divisa in tre
sezioni, documenta le varie fasi della pittura bolognese dal XIV al XVIII secolo. Nella
sezione dei primitivi, si ammirano fra gli altri la Vittoria di S.Giacomo nella
battaglia di Clavijo, affresco trasportato su tela dello Pseudo Jacopino di Francesco,
un polittico (1333-34) di Giotto e alcune opere di Vitale da Bologna; nella sezione
rinascimentale spiccano l'Estasi di S.Cecilia di Raffaello, una Madonna in
gloria e santi del Perugino e una Madonna col Bambino e santi del Parmigianino;
nella sezione barocca sono particolarmente belle le opere di Guido Reni Ritratto della
madre, Strage degli Innocenti e Sansone vittorioso, la Madonna di S.Ludovico,
di Annibale Carracci, e la Vestizione di S.Guglielmo, del Guercino.
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